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STORIE DI REMO, VOLO SALERNO ROMA AVANA SOLO ANDATA Attualità 

STORIE DI REMO, VOLO SALERNO ROMA AVANA SOLO ANDATA



Quinta puntata

Il racconto del mio compagno di viaggio sulla vita di Ernesto a Cuba prosegue ,sul quadrimotore della Blu Panorama diretto a l’Havana.
Quella mattina trascorsa con lo choffer tra le fermate della “guagua”,aveva colpito profondamente il cuore dell’italiano.
Egli era stato folgorato dalla bellezza semplice di quel popolo;non aveva mai visto rapporti umani così veri e intensi, con i sentimenti tra uomini e donne vissuti nella piena libertà.
L’incontro con Caridad ,seguito immediatamente da ore di intensa passione ,era avvenuto con modalità totalmente vere e libere da ogni ipocrisia.

Gli era sembrato di essere arrivato in un altro pianeta, dove la cultura sociale era scevra da quei pregiudizi bigotti tanto diffusi soprattutto nel Sud Italiano.
L’idea di andare in giro a cercare avventure e trovare in mezzo a donne così belle la stessa disponibilità mostrata da Caridad ,lo eccitava al punto da mollare su due piedi lavoro e famiglia per decidere di venire a vivere nel pieno del “Caribe”.
Difatti ,una volta affittato il motorino ,comincio’a girare per la città senza tregua,fermandosi ovunque a parlare con tutti e imparando in breve tempo la lingua spagnola.
Scorrazzava in lungo e largo e in ogni dove ; dall’Havana Vieja al Vedado,dal Cerro a Santo Soarez,dall’avenida Diez de Octubre alla playa.
Insomma la sua vita era diventata un frenetico correre in cerca di quelle sensazioni tanto cercate e mai trovate.
Caridad fu solo la prima di una interminabile serie di avventure “intime “ ; durante il giorno incontrava sempre ragazze nuove e la sera non aveva che scegliere e questo gli procurava un’eccitazione straordinaria. In Italia era un dramma convincere una donna a passare la serata con lui .
Invece a l’Avana , dopo qualche mese ,erano in tante che avevano imparato la casa dove viveva e molte lo andavano a cercare anche senza avvisare.
Bussavano alla porta:
“Sono Maria sono Sonia, Mercedes, Marisol ecc. ecc. s’encuentra Ernesto?
Un giorno dalla mattina arrivarono in due e quando nel pomeriggio bussò’ alla porta la terza Ernesto esclamò:
“E mo’basta!
Non ce la faccio più”.

 

Solo qualche mese prima ,non avrebbe mai immaginato di pronunciare quelle parole ,vivendo uno simile stato di appagamento sessuale .
Delia era una bianca con i tratti europei; bianca per modo di dire ,perché questo colore in assoluto ai Caraibi non esiste.
C’e’sempre un po’ di patina olivastra nella pelle, perché nella dinastia di ogni cubano qualche nero che abbia lasciato tracce genetiche esiste sempre.
Veniva da Holguin e si trovava a l’Avana presso una zia ,perché lavorava come cuoca all’Hotel National.
Era molto bella ed aveva degli occhi che ridevano insieme alle labbra.

Ernesto l’aveva incontrata “en la plaza de la Catedral “,mentre cercava un libro sul “Che” ,da regalare.
Rimase folgorato nel vederla e sorpreso dalla reticenza della “chica” ad accettare un appuntamento.
Lui ,abituato alla disponibile cedevolezza delle altre ,fece finta di snobbarla girando con il motorino qua e là per la piazza.
Gira gira però si trovava sempre a tornare sui suoi passi.
Quella ragazza sembrava avere una calamita addosso che lo attirava fatalmente verso di lei.
Ernesto riuscì solo a spuntare il suo numero di telefono ,poi un po’ seccato andò via.
La chiamò il giorno dopo ,e poi anche l’indomani ,ma non gli rispondeva.
Si fece forza affogando in nuove avventure questa sua nascente frustrazione sentimentale, ma non ce la faceva:
Il ricordo di quella brunetta gli stringeva la vita dentro una morsa e così una sera ,dopo due o tre “Cristal”(la birra più venduta a Cuba) diresse il motorino verso l’Hotel Nacional.

Camily Bosch

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